giovedì 22 settembre 2011

vento leggero che parli con voci di foglie




 






se si potesse imbottigliare
l'odore dei nidi,
se si potesse imbottigliare
l'aria tenue e rapida
di primavera
se si potesse imbottigliare
l'odore selvaggio delle piume
di una cincia catturata

e la sua contentezza,

una volta liberata.

Salvatore Toma - Canzoniere della Morte (Quad. XV, 39)










giovedì 25 agosto 2011

sabato 2 luglio 2011

la parola si spacca come legno



VI.
C'è una finestra nella notte
con due sagome scure addormentate
brune come gli uccelli
il cui corpo indietreggia contro il cielo.

Scrivo con pazienza
all'eternità non credo
la lentezza mi viene dal silenzio
e da una libertà - invisibile -
che il Continente non conosce
l'isola di un pensiero che mi spinge
a restringere il tempo
a dargli spazio
inventando per quella lingua il suo deserto.

La parola si spacca come legno

come un legno crepita di lato
per metà fuoco
per metà abbandono.

VIII.
Forse se moriamo è per questo? Perché l'aria liquida
dei giorni
scuota di colpo il tempo e gli dia spazio
perché l'invisibile, il fuoco delle attese
si spalanchi nell'aria
e bruci quello che ci sembrava
il nostro solo raccolto?
XIV.
Benedetta tu a distanza
la più innocente tra le cose lontane
nicchia di tavolo e mela

una sfera un piano e contro l'alta fiamma del fuoco
le due forme congiunte a scavare il nitore di un vano.
Nulla in realtà ci chiama
eppure ci accostiamo agli oggetti
quasi fossero gli echi di una voce
l'annuncio indifeso di altre vite.
L'acqua nera, la sagoma del cane contro il molo.
Nessuno può dirli ricordi e fischiare davvero come allora
ma noi vediamo le tre stanze, lo scatto
di chi ancora viveva
e a un tratto gli armadi ci rimandano
un fuoco errante la stella incerta di un viso.

Nulla è compiuto
nulla è ancora profondo.

C'è solo il tonfo di una calce improvvisa
e queste grida tra felci che sferzano le schiene
grida che non capiamo come accade nel buio agli inseguiti.

Alberi, corpi, folate contro i muri.

Basta un gesto: il rovescio di un gomito che spegne una candela.

Di colpo diventiamo ciò che aveva tremato.



Notti di pace occidentale - Antonella Anedda


domenica 26 giugno 2011

pietre












"We were searching for ourselves in each other"
Sayat Nova

















martedì 21 giugno 2011

astrali


(questa, l'erba scellerata)



..Ma la notte sperde le lontananze.
Oceanici silenzi,
Astrali nidi d'illusione,


O notte.

 G. Ungaretti

(the Köln Concert. Part II B.)

giovedì 26 maggio 2011

7





"E luce voglio. Così mi impétalo, che mi spensiero,
che rido mentre corro, come la rondine,
mi moltiplico a stelo, gocciolo, mi biforco,
mi alzo e tramonto, mi slargo, mi infaldo, 
divento cima e svetto, mi innevo e frano.




Tutto questo io voglio, dolcemente, perché
fuori dell'umano il dolore è uno sparo minimo e la più grande parte è ridere,
mi pare, il grande canto."

Mariangela Gualtieri - Predica ai pesci

giovedì 19 maggio 2011

la verdad del vuelo














Yo que aprendí a volar, con cada vuelo
de profesores puros
en el bosque, en el mar, en las
quebradas,
de espaldas en la arena
o en los sueños.
me quedé aquí, amarrado
a las raíces,
a la madre magnética, a la tierra,
mintiéndome a mí mismo
y volando
solo dentro de mí,
solo y a oscuras.


Muere la planta y otra vez se entierra,
vuelven los pies del hombre al
territorio,
sólo las alas huyen de la muerte.


El mundo es una esfera de cristal,
el hombre anda perdido si no vuela
no puede comprender la transparencia.


Por eso yo profeso
la claridad que nunca se detuvo
y aprendí de las aves
la sedienta esperanza,
la certidumbre y la verdad del vuelo.

El Vuelo - Pablo Neruda